L’orto interiore

Il contadino. Un lavoro antico, faticoso, silenzioso.

L’orto interiore. Uno spazio di cura, di dedizione, di conversione, di fisicita’, di attenzione, di rispetto. Un luogo dove si impara a conoscere se stessi.

C’è da mettere in gioco gli occhi non piu’ per vedere ma per guardare.

E poi le mani. La terra indurita in superficie da smuovere e rivoltare, le malerbe le cui radici devono essere portate in superficie affinche’ la luce del sole possa farle perire, c’e’ da seminare il buon seme in modo infaticabile e prendersi cura di lui con sapienti innaffiature, attese, concimazioni. C’e’ da riparare, ridare vita a vecchie piante ormai cadenti e dar forza alle neonate piu’ piccine che ora si fanno spazio ed aiutarle a crescere nel verso giusto.

E poi l’orecchio per ascoltare. Si ascolta con il cuore e con l’anima. Si semina nel cuore. Si raccolgono i frutti nell’anima.

articolo

Annunci

Miniesercizio – 56

Sorgente: Miniesercizio – 56

Si apposto’ sul bordo del lago.. il posto era perfetto. Tiró fuori dal cestino il suo spuntino preferito: una bella bottiglia di vino e del buon salame profumato. Mentre distrattamente cercava di tenere in equilibrio la sua preziosa canna da pesca, d’improvviso qualcosa tiro’ giu’ l’amo con un irresistibile strattone. Provó a tirare su l’arnese ma senza alcuno sforzo si affacció sulla linea d’acqua un enorme ammasso di vestiti avvoltolati su di un corpo che ormai si abbandonava al valzer delle correnti del lago.

Era uno spettacolo che lo lasció in un silenzio assordante e terrificante allo stesso tempo. Tuttavia si avvicinó per guardare meglio quella visione senza nome. D’improvviso scivoló via dall’enorme impermeabile una specie di portadocumenti che prese a galleggiare. Lo pescó, ancora si distinguevano le lettere sulla carta. “Perbacco! Un cognome altisonante…chissa’ forse il figlio o il nipote di quel grande uomo di potere.. ah..ecco mi sovviene! Il famoso magnate del petrolio!! Possibile? “. La somiglianza non lasciava dubbi.. Quel giorno il suo amo pescó un salmone senza gusto, cui avrebbero dato ancora una volta sapore, ma solo per l’ultima volta, i riflettori dei paparazzi e della polizia.

Ma contro i sentimenti siamo disarmati, poichè esistono e basta e sfuggono a qualunque censura. Possiamo rimproverarci un gesto, una frase, ma non un sentimento: su di esso non abbiamo alcun potere.

(“L’identità” Milan Kundera)