L’orto interiore

Il contadino. Un lavoro antico, faticoso, silenzioso.

L’orto interiore. Uno spazio di cura, di dedizione, di conversione, di fisicita’, di attenzione, di rispetto. Un luogo dove si impara a conoscere se stessi.

C’è da mettere in gioco gli occhi non piu’ per vedere ma per guardare.

E poi le mani. La terra indurita in superficie da smuovere e rivoltare, le malerbe le cui radici devono essere portate in superficie affinche’ la luce del sole possa farle perire, c’e’ da seminare il buon seme in modo infaticabile e prendersi cura di lui con sapienti innaffiature, attese, concimazioni. C’e’ da riparare, ridare vita a vecchie piante ormai cadenti e dar forza alle neonate piu’ piccine che ora si fanno spazio ed aiutarle a crescere nel verso giusto.

E poi l’orecchio per ascoltare. Si ascolta con il cuore e con l’anima. Si semina nel cuore. Si raccolgono i frutti nell’anima.

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Non suonare il sassofono, lascia che sia lui a suonare te.

Charlie Parker

Solitudo

Mi sento sola come un isola nel mare, come un granellino di sabbia sospinto dal vento del deserto, come un sentimento inesplorato che cade giù in gola silente.

Ed abbracciami chè il giorno e’ finito e non sento più nemmeno i battiti del mio cuore.

Spenta vado in giro per i volti della strada e non riconosco più quelli di una volta, quando bambina mi lasciavo accarezzare dagli sguardi degli altri e non sognavo che un giardino in cui giocare con le formiche. Ora non più perchè come trasportata da un fiume in piena verso una vita che non m’appartiene ma che sento mia.

Nel cielo scaravento le mie follie giganti che come polvere ammantano il mio cielo stanco e ormai cieco. Ci sarà mai una casa per questo cuore che non cessa di palpitare…

Alla principessa che sognavo di diventare da bambina.. alla ragazza che mi costruivo pezzo a pezzo nelle tormentate notti dell’adolescenza.. alla donna che avrei desiderato di essere ed a quella di oggi..amata nonostante le sue miserie.. ai pezzi della mia vita disciolti nello spazio del tempo, ai fiumi che hanno travolto i miei giorni.. A tutto questo dedico il bacio del mio ricordo e tutta la tenerezza di chi ha attraversato gli anni.

Cosa c’è di più inesplorato ed incantevole, di più sfuggente e selvatico, di più impervio e scosceso di se stessi. Scoprirsi ed arrivare nelle profondità delle proprie caverne interiori e toccare con le proprie mani la cima di tutto ciò che avevi sempre sognato. Tutto lì, a portata dei tuoi occhi e del tuo sentire. Dov’ero prima d’ora…

Prinçesa

“Non m’importa quanto tempo abbiamo a disposizione” sussurró tra i capelli di lei.

Un fiacco tramonto accompagnava gli ultimi passanti lungo il viale bagnato di pioggia e foglie. Spesso avevo pensato che le follie che si compiono in gioventù accompagnano i ricordi vicino ad una finestra. Nei lunghi pomeriggi prendi quel treno alla stazione dei ricordi al contrario andando in lungo e in largo indietro negli anni; quel vagone l’hai preso più e più volte, senza mai terminare davvero il giro e scendere dalla giostra.

Dove sei? Si accorse che i minuti erano scorsi come acqua che scivola via tra le pieghe di un ruscello.. inesorabile e vorticosa come la forza viva dei suoi ricordi che sempre l’avvolgevano quasi togliendole il respiro.. la vita e’ altrove.